Accoltellato a 12 anni da un coetaneo per uno sfottò in chat - Notizie - Ansa.it

Hanno prima litigato su una chat di gruppo, dove si sono presi in giro a vicenda. Poi dalla realtà virtuale si è passati a quella vera. E così un ragazzino di soli 13 anni ha accoltellato un amico di 12. E' accaduto nel rione Conocal di Ponticelli, alla peirferia di Napoli. Quartiere di palazzoni anonimi, assenza di servizi e nel degrado.

Al Conocal, solo pochi mesi fa, era il febbraio 2026, Jlenia, 22 anni, fu uccisa dal fratello di 28, perchè ascoltava la musica a volume troppo alto. "Il rione Conocal di Ponticelli è un rione orribile, terribile, sono questi rioni che non dovevano mai nascere, ghetti lasciati a se stessi per 10-20-30-40 anni: i gatti sono andati via e i topi hanno ballato", disse allora don Maurizio Patriciello. Il Conocal, è uno dei quartieri "dove spesso si uccide per futili motivi" secondo il procuratore di Napoli, Nicola Gratteri. Questa volta il morto non c'è stato ma un episodio di violenza molto grave sì. Tutto è avvenuto in via del Flauto Magico. La segnalazione non è partita da lì ma dall'ospedale Villa Betania. I medici hanno chiamato i carabinieri della stazione Ponticelli perchè nel racconto di un ragazzino di 12 anni, arrivato ferito, un bel pò di cose non tornavano affatto. Aveva due coltellate all'addome e per 'giustificarle' aveva raccontato di essersi ferito cadendo su un coccio di bottiglia. Ma la ricostruzione non ha affatto convinto i medici che hanno chiamato i carabinieri.

Poco dopo, persuaso dalla mamma, il ragazzino ha raccontato cosa era successo. Ha descritto i contenuti della chat, gli sfottò scambiati con il 13enne e la resa dei conti in strada, come due boss. Dal racconto e dalle indagini i carabinieri sono risaliti all'aggressore e hanno scoperto che aveva solo 13 anni, quindi non imputabile, che verrà segnalato. Il ragazzino ferito, che come l'aggressore è appartenente a una famiglia senza problemi giudiziari, è stato dimesso con una prognosi di 10 giorni. Ma resta una vicenda che ha visto come protagonisti due bambini o poco più. "Rispetto al passato, registriamo un'evoluzione, a Napoli e nella sua Città Metropolitana ma più in generale un po' su tutto il territorio nazionale, dei fenomeni di devianza minorile. Fenomeni sui quali è giusto prestare un'attenzione almeno pari a quella rivolta ai clan camorristici", disse solo pochi mesi fa il prefetto di Napoli, Michele di Bari. I dati del resto parlano chiaro: i minori arrestati per omicidi sono passati da 2 nel 2024 ad 8 nel 2025, sei dei quali per omicidio di tipo mafioso. Per tentato omicidio si è passati da 14 a 17, tredici per tentato omicidio di tipo mafioso.

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