Aborto farmacologico nei consultori, la riforma non parte  - L'Unione Sarda.it

Sanità

04 ottobre 2026 alle 00:23

A 14 mesi dall’annuncio della Regione nessuna alternativa a ospedali e cliniche 

Dall’annuncio sono trascorsi ormai quattordici mesi, ma in Sardegna l'interruzione volontaria di gravidanza farmacologica nei consultori sardi resta ancora da organizzare: la Regione l'aveva prevista con una delibera del luglio 2025 (la 38/15) insieme alla possibilità dell'assunzione domiciliare dei farmaci. Ma il tavolo tecnico incaricato di attuare il nuovo modello si è riunito una sola volta, il 15 luglio scorso, e il percorso è fermo in attesa di nuovi dati sull'obiezione di coscienza. Per questo Sks, la cellula sarda del movimento transnazionale Strajk Kobiet, ha lanciato in occasione della Giornata internazionale per l'aborto sicuro un appello social a bombardare di mail l'assessorato della Salute per chiedere l’applicazione della delibera. «Abbiamo apprezzato l’annuncio dell'iniziativa», afferma Carla Porcheddu, fondatrice di Sks: «L’aborto farmacologico domiciliare, psicologicamente e fisicamente, è meno traumatico: rafforza la privacy e riduce i costi per il sistema sanitario. Adesso però, dai proclami si passi ai fatti».

I numeri nell’Isola

I dati più aggiornati sull'interruzione volontaria di gravidanza in Sardegna sono del 2024 e li pubblica l’Istituto superiore di Sanità: quell’anno, nei 14 punti Ivg, su 21 ospedali censiti, sono state effettuate 1.430 interruzioni. Di queste, 967 sono state farmacologiche, pari al 67,6%, e circa 463 chirurgiche, il 32,4%. La quota farmacologica è cresciuta rispetto al 44,8% del 2023. Ma le differenze territoriali sono molto ampie.

Nel 2024 le gravidanze interrotte per via farmacologica sono state l’88,5% ad Alghero, il 93,8% a Iglesias, l'80,1% al Santissima Trinità di Cagliari, l'85,7% al San Michele, il 76,6% al Policlinico di Monserrato, il 72,7% a San Gavino, il 71% al San Martino di Oristano e il 66,1% alle Cliniche di San Pietro di Sassari. A Olbia si è registrato il 61,3%, a Nuoro il 62,3% e a Lanusei il 100% ma su appena nove casi. Esclusivamente chirurgiche le interruzioni registrate nelle due strutture private cagliaritane, Casa di cura Sant'Anna e Villa Elena, rispettivamente 59 e 36 interventi, mentre al Businco sono state effettuate cinque interruzioni, tutte chirurgiche. Il Microcitemico Cao nel 2024 non ha registrato Ivg.

L’opzione farmacologica domiciliare nell’Isola al momento viene prescritta solo al Brotzu di Cagliari e al Civile di Alghero, ma per iniziativa delle strutture.

Obiezione di coscienza

Il 15 luglio scorso si è tenuta la prima (e, al momento, unica) riunione del tavolo tecnico ma dall'incontro, fanno sapere dall’assessorato della Sanità, «è emersa la necessità di disporre preliminarmente dei dati aggiornati sull'obiezione di coscienza del personale di strutture territoriali e consultori, per poter definire l'organizzazione della nuova forma di erogazione dell’Ivg farmacologica». Gli ultimi dati nazionali disponibili sull'obiezione di coscienza sull’aborto, pubblicati dal ministero della Salute nel marzo scorso, sono relativi al 2023: nell'isola risultavano 183 ginecologi, dei quali 100 obiettori, pari al 54,6%. Non tutti gli ospedali con ginecologia effettuano interruzioni volontarie di gravidanza. In alcune aree una quota consistente delle donne è costretta a spostarsi: oltre il 71% nell’ex provincia del Sud Sardegna, il 53% nell'Oristanese e il 39% nel Nuorese.

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

• Accedi agli articoli premium

• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sottoscrivi

Sottoscrivi