A Monte Compatri presentato il progetto 'Mi libro' per combattere il digitale - Notizie - Ansa.it
Laboratori gratuiti di pratiche
filosofiche, attività di sport inclusivo, formazione per
genitori, docenti ed educatori, e uno sportello filosofico e di
comunicazione rivolto a giovani e famiglie. E' il progetto 'Mi
libro' che vede il Comune di Monte Compatri come partner
territoriale insieme all'Istituto Comprensivo Paolo Borsellino e
alla Roma Volley Club Femminile per rafforzare la comunità
educante, promuovere benessere relazionale, contrastare
dipendenze digitali e comportamentali e valorizzare sport e
teatro come strumenti di crescita personale e collettiva.
"Oggi abbiamo accolto un progetto che parla direttamente ai
bisogni della nostra comunità - ha detto il sindaco di
Montecompatri Francesco Ferri durante la presentazione - 'Mi
libro' offre ai giovani strumenti concreti per orientarsi in un
mondo complesso, dove il digitale, le relazioni e lo sport
richiedono nuove competenze e nuove consapevolezze. Crediamo
molto nel valore della comunità educante: istituzioni unite che
collaborano, ciascuna con il proprio ruolo, per accompagnare la
crescita dei nostri ragazzi. È un progetto che mette al centro
le persone e le relazioni, e che dimostra quanto sia importante
costruire percorsi condivisi tra scuola, famiglie, associazioni
e amministrazione".
"Abbiamo creduto da subito nel progetto 'Mi libro' perché
rispecchia pienamente la visione della nostra Amministrazione -
ha aggiunto l'assessora alla Cultura, allo Sport e ai Servizi
Sociali Serena Gara - Mette al centro i ragazzi con strumenti
concreti: laboratori gratuiti di filosofia per sviluppare
pensiero critico, competenze digitali per abitare la rete con
consapevolezza, la pallavolo come scuola di squadra e
inclusione, e uno sportello di ascolto dedicato alle famiglie.
'Mi libro' funziona perché fa rete: Comune, scuola - e ringrazio
l'Istituto Paolo Borsellino -, sport, teatro, terzo settore.
Quando il territorio lavora insieme nasce una comunità educante
capace di prevenire disagio e dipendenze digitali. È anche un
investimento sul futuro: la prevenzione non si fa con i divieti,
ma offrendo alternative più belle e più attrattive. Teatro,
sport, filosofia e dialogo sono esattamente questo".
"Siamo entusiasti di avviare un progetto che rappresenta un
unicum in Italia - ha spiegato il referente del progetto,
Renato Vernini - La pratica filosofica, nata in Germania negli
anni '80 e diffusa negli Stati Uniti, trova qui una declinazione
concreta grazie al lavoro dell'Istituto di Pedagogia Teatrale di
Pescara".
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