«A Costa Rei ho realizzato il mio sogno»  - L'Unione Sarda.it

Muravera.

14 ottobre 2026 alle 00:07

Giovanni Olivieri ha aperto nel 1992 il primo stabilimento del litorale 

«Ma cosa ti salta in mente, nessuno a Costa Rei pagherebbe per affittare un ombrellone». Era il 1992 e Giovanni Olivieri, oggi 57enne, se lo sentiva ripetere spesso. In particolare dal padre Gualtiero, al tempo titolare di una storica spaghetteria nel centro di Cagliari e, lo aveva appena rilevato, del ristorante Chaplin a Costa Rei. «Ma il mio sogno da ragazzo era quello di gestire uno stabilimento», racconta Giovanni, «e farlo nella spiaggia dove sono cresciuto da bambino. Poteva sembrare un azzardo perché nessuno in quegli anni lo faceva, io presi spunto dallo stabilimento Golfo Degli Angeli di Cagliari».

Senza una lira in tasca

Trenta ombrelloni di seconda mano e sessanta lettini, nel tratto di spiaggia di fronte al ristorante. «Ho iniziato senza una lira, avevo solo il brevetto di bagnino. Non potevo permettermi l’attrezzatura e allora la noleggiavo. Ad agosto riuscivo ad affittare al massimo quindici ombrelloni, eppure io ci credevo. Anzi, per essere il primo anno non mi aspettavo neppure quelli. Per me fu una prima soddisfazione». Nato a Cagliari ma residente a Costa Rei (Muravera) da dodici anni, Giovanni Olivieri ancora oggi è il primo a montare lo stabilimento (fine aprile) e l’ultimo, assieme a pochissimi altri, a smontare alla fine di ottobre. A distanza di 35 anni non si è mai pentito della scelta fatta, «anche se le ultimi vicissitudini sulle concessioni mi stanno mettendo a dura prova, è un po’ come se mi stessero strappando qualcosa».

La prova delle cicche

Costa Rei, nel frattempo, è cambiata: «All’inizio i turisti erano davvero pochi», spiega, «da quando è aperta la nuova 125 sono sempre di più. Posso anche dire che le persone sono più educate rispetto al passato, perlomeno per quanto riguarda l’ambiente. Prima, solo per fare un esempio, raccoglievo centinaia di cicche, oggi è raro trovarne anche solo una».

Luci e ombre

Costa Rei, nel complesso, è migliorata, «ma se posso permettermi un suggerimento», aggiunge, «si faccia il massimo sforzo per offrire più servizi, ad esempio mancano i bagni pubblici e l’illuminazione notturna è carente. Ho visto, invece, una raccolta rifiuti più efficiente in questa stagione». Fondamentale anche un servizio di primo soccorso: «Ogni estate qua si muovono a sirene spiegate almeno tre ambulanza al giorno, ogni giorno».

Clienti affezionati

Arrivano quattro tedeschi, chiedono un lettino. E poi una coppia di italiani, ospiti storici di Giovanni. «La soddisfazione più grande», conclude, «è vedere sotto i miei ombrelloni i ragazzi degli anni ’90 che oggi sono diventati genitori e nonni e vengono magari con i nipotini. Prendono addirittura lo stesso ombrellone, ne vado fiero».

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