11 artisti che stanno rivoluzionando le nostre playlist nel 2026
Ogni anno si torna a discutere, con una certa ansia, dello stato dell’industria musicale, anche se ultimamente i timori sembrano più fondati del solito. Gli algoritmi ci propinano contenuti sempre più simili, alimentando un circuito chiuso che finisce per dettare e limitare le direzioni artistiche. La standardizzazione, si sa, è più redditizia della ricerca del nuovo. E persino le leggende, quelle che un tempo dettavano le regole, ora iniziano a flirtare con l’intelligenza artificiale. Ricordi l’ultima volta che una canzone ti ha davvero spiazzato? Quel momento in cui le prime note ti lasciano sospeso tra perplessità ed entusiasmo, come se stessi inciampando in qualcosa di completamente inatteso? Per fortuna, abbiamo una buona notizia: in mezzo al caos, in tutti i generi, c’è un’ondata di creatività per chi ha la curiosità e l’entusiasmo di cercarla. Dal pop all’elettronica e all’hip-hop, dalle star affermate che stanno vivendo una seconda giovinezza ai nuovi talenti in ascesa, alcuni artisti stanno rivoluzionando il panorama, regalando alle nostre orecchie una scarica di energia di cui avevamo davvero bisogno. In alcuni ambiti, scopriamo audaci rivisitazioni e un ritorno in primo piano di sonorità retrò come il jazz e l’R&B. In altri, assistiamo a uno scontro senza precedenti tra generi e alla creazione di ibridi sonori proiettati nel futuro. GQ ha selezionato 11 tra gli artisti più visionari e originali che stanno definendo i suoni del 2026 per scoprire cos’altro hanno in serbo per noi. Scopri di più..
Katseye

abiti Los Angeles Apparel, scarpe Christian Louboutin, collant Wolford. Per RAJ, gioielli personali. Per Avanzini, gioielli personali
Le Katseye, appena hanno chiuso con il reality show in cui si sono formate, sono diventate onnipresenti: uno spot virale per Gap, nomination ai Grammy, un tormentone irresistibile come Gnarly. «Abbiamo vissuto in due anni l’esperienza che normalmente si farebbe in cinque…», dichiara Lara Raj. «Direi dieci condensati in due», interviene Sophia Laforteza. Il loro nuovo EP, Wild, aggiunge un tocco ispirato al pop degli anni 2000 ai loro vivaci successi radiofonici, assumendosi quel tipo di rischi musicali solitamente riservati ad artisti con almeno una o due epoche alle spalle. Le componenti affermano che la loro maturità è più evidente in Unloveu, la prima canzone che Raj ha co-scritto e co-prodotto per il gruppo. «Abbiamo autonomia sulle performance che proponiamo, e non è sempre stato così», aggiunge. «Si tratta di una meravigliosa evoluzione da noi desiderata con ardore e per la quale abbiamo lottato. Credo che sia arrivata al momento giusto».
Mavi

Maglia Gucci, jeans vintage Levi’s Via Raggedy Threads, boots Maison Margiela, cintura Chloé, orologio vintage Saidian Vintage Jewels, collana Tom Hart Jewelry. Tutti gli altri gioielli, personali
Mavi, grazie al suo flow ricco di parole che in ogni brano può passare da un ritmo rilassato a uno più frenetico, è una delle voci più promettenti del rap. Non sorprende che ultimamente stia collezionando collaborazioni di grande impatto in brani con Earl Sweatshirt, Mike e Mach-Hommy. Sa bene come questo non faccia che attirare ancora più attenzione e aumentare la posta in gioco sul suo prossimo album: First in Flight. «Dare un titolo del genere a un disco è una scelta davvero audace. È una sorta di slogan nel nostro Stato che fa riferimento fondamentalmente al primo volo dei fratelli Wright», spiega il rapper della Carolina del Nord. E per quanto riguarda la musica in sé? «È molto diversa da qualsiasi cosa io abbia mai realizzato.
È super dal vivo, super jazz. È musica di genere super black… A tenere insieme il tutto c’è proprio l’essenza del soul», spiega Mavi. «Lo spirito dell’invenzione e della scoperta è davvero affascinante. Come si fa a inventare una cosa mai esistita, a provare una sensazione mai provata, che sei certo che esista?».
The Hellp

Per Chandler Lucy: camicia vintage Gator’s Vintage, t-shirt Abercrombie & Fitch, pantaloni Maison Margiela, boots Amiri, gioielli personali. Per Noah Dillon: t-shirt vintage via The Society Archive, pantaloni e boots Tom Ford, bracciale Via Saidian Vintage Jewels
Quando gli Hellp hanno pubblicato il loro terzo album, Riviera, lo scorso autunno, è sembrato un punto di svolta. Anzi, un “culmine”, come lo definiscono loro. Dietro ci sono stati anni di duro lavoro, passati ad affinare il proprio sound, un mix tra indie rock degli anni 2000 ed elettronica. «Mi sembra che abbiamo trovato la chiave giusta per esprimere chi siamo e cosa vogliamo comunicare attraverso la musica», dice Chandler Lucy parlando del recente successo. Anche se i brani trovano sempre più favore e il loro fascino si diffonde a macchia d’olio, gli Hellp continuano a lavorare sodo per preservare l’essenza di ciò che erano agli inizi. «Di solito tutti amano i primi lavori perché hanno una sorta di energia ineffabile e incalcolabile che non riesci a definire con precisione… Non credo che nel nostro caso sia andata perduta. Penso che si sia leggermente evoluta», dice Noah Dillon.
Isaiah Rashad

Cappotto Versace, tank top vintage via Raggedy Threads, jeans vintage Levi’s via Raggedy Threads, cappello personale, collana (sopra) via Saidian Vintage Jewels. Tutti gli altri gioielli, personali
Isaiah Rashad è noto per i lunghi intervalli che intercorrono tra un progetto e l’altro, ma quando è tornato a maggio con un album intitolato It’s Been Awful, i fan hanno capito subito che, nel frattempo, non aveva certo avuto vita facile. Sebbene il disco sia pervaso da un senso di devastazione emotiva, Rashad ha realizzato uno dei progetti rap più vivaci dell’anno. «È musica bellissima», afferma. «La strumentazione e tutto il resto, per riassumere in modo superficiale… Tendo ad apprezzare le persone che affrontano apertamente i problemi ma non si crogiolano nel “povero me”». In altre parole, tutti siamo destinati ad attraversare una crisi e bisogna riconoscerla, affrontarla e superarla. L’onestà di Rashad riguardo a questioni profondamente personali, che spaziano dal sesso e dalla dipendenza dalle droghe ai problemi familiari, rende la sua musica universalmente riconoscibile per chiunque stia affrontando le proprie difficoltà.
Slayyyter

Giubbotto e scarpe Balenciaga, top, pantaloni e cintura Versace
La musica di Slayyyter è sempre eccitante, mai prevedibile ed elettrizzante come leccare una batteria da nove volt. I critici continuano a cercare di incasellarla in sottogeneri come l’hyperpop, l’electro-pop o lo Y2K, etichette che, secondo lei, «fanno schifo». O peggio ancora: vogliono sapere quali sono le sue influenze. «La gente voleva a tutti i costi che facessi riferimento a qualche genere di nicchia, mentre io invece penso ai grandi album pop… Ogni volta che Beyoncé urla qualcosa del tipo “Ring the alarm!”, ogni volta che tira fuori quel suo lato arrabbiato, lo trovo davvero stimolante». Fedele al proprio stile, Slayyyter descrive il suo nuovo materiale come «l’opposto» di Wor$t Girl in America, l’album che ha pubblicato la scorsa primavera. «È come un disco gemello. Opposto a quello che l’ha preceduto, ma che si sente comunque ispirato da quell’album… Mi piace l’universo sonoro in cui mi trovo. Voglio viverci ancora per un po’».
Destin Conrad

Camicia vintage via Gator’s Vintage, jeans Levi’s, cintura Kieselstein-Cord, gioielli personali
Destin Conrad si ritiene troppo alle prime armi sulla scena per esprimersi sui dibattiti senza fine riguardo allo stato dell’R&B ed è felice di continuare a sperimentare in ogni direzione sonora. Lo dimostra bene il titolo del suo progetto del 2025, Whimsy! che «significa “qualcosa che non è lineare”» ed è un album ricco di elementi jazz, come in Wash U Away, che vede la partecipazione di Terrace Martin, uno dei produttori di Kendrick Lamar, o nella parodia in stile noir A Lonely Detective. Nonostante le influenze sonore di Whimsy!, però, Conrad indica l’R&B degli anni ’90 come la scena di cui avrebbe voluto far parte, e cita il collettivo formato da Missy Elliott, Timbaland e Ginuwine: «Mi piacerebbe tantissimo vivere la musica di quel periodo… c’era molta più influenza gospel». Tuttavia, con i Grammy che lo hanno già notato e artisti affermati come Kehlani che lo cercano per le sue doti di autore, se la sta cavando piuttosto bene qui e ora.
Kehlani

Abito Gucci, orecchini Christina Caruso
Come spesso accade nell’industria musicale, Kehlani ha ottenuto il suo più grande successo dopo oltre un decennio in cui si era affermata come una delle voci più incredibili dell’R&B. Di fronte alla necessità di dare seguito al successo del suo brano del 2025, Folded, con un album completo, ha deciso di concentrarsi su se stessa. «Sono arrivata a un punto in cui mi sono detta: “Mi trovo in una sorta di fase di rilancio in cui devo definire la mia identità, anche dal punto di vista sonoro, e spiegare cosa mi ha resa quella che sono e perché ho scelto di diventare un’artista”». Il risultato è un progetto ricco di brani R&B tradizionali, supportato da una schiera di leggende della generazione xennial e millennial con cui Kehlani è cresciuta: Missy Elliott, Usher, Lil Jon, Big Sean. «Ho una collaborazione con Brandy. È una canzone in cui cambiamo tonalità, c’è un bridge e ci scambiamo i versi! Onestamente, ci sono davvero tantissimi momenti speciali in questo album… La me stessa di dieci anni fa direbbe: “Non è possibile che tu l’abbia fatta”».
Andrew Watt

Soprabito Prada, t-shirt e jeans vintage via Raggedy Threads, cintura Artemas Quibble, occhiali da sole Jacques Marie Mage, gioielli personali
Watt è un instancabile collaboratore che ha prodotto e scritto per una serie di nomi eterogenei: dal compianto Ozzy Osbourne a Lady Gaga, da Brandi Carlile a Young Thug. Quando abbiamo parlato, Watt era appena tornato dalle riprese di Jimmy Kimmel Live!, dove si era esibito con la sigla che ha composto per Rooster, la serie HBO Max di Bill Lawrence e Matt Tarses, un’altra freccia professionale al suo arco già ben fornito. «La musica è il grande livellatore», dice Watt parlando della collaborazione con le leggende e della coproduzione di brani che spaziano da brani EDM travolgenti come Let Me Love You di Justin Bieber e DJ Snake alla trascinante Die with a Smile di Lady Gaga e Bruno Mars. «Può farti scendere quando sei disposto a lasciarti andare, e può farti salire, e non lo intendo in senso negativo o positivo. Intendo dire che, se Paul McCartney entra nel mio studio, si abbassa al mio livello e permette a me di alzarmi al suo».
Bella Kay

Giacca Versace, body e collant Wolford, boots Paris Texas, cappello personale, collana via Saidian Vintage Jewels
Quando si parla di Bella Kay, il termine “bedroom pop” va preso alla lettera. Di fatto, la cantautrice ha conquistato il successo pubblicando video su TikTok in cui strimpellava una chitarra acustica nella sua cameretta, mentre cantava con voce dolce di cotte e delusioni amorose. Si trattava di clip brevi e d’impatto realizzate con la naturale propensione della Generazione Z alla massima viralità. Nel pianificare il suo primo progetto discografico completo, però, Kay afferma di volersi concentrare sul fatto di non scrivere pensando ai social media. «Per me è diventato fondamentale mettere la mia arte al primo posto, senza concentrarmi sempre e solo su Instagram o TikTok», afferma. «Non puoi dire: “Scriverò questa canzone per TikTok”, perché penso che sia proprio così che l’arte muoia».
Miles Caton

Giacca Louis Vuitton, camicia Versace, jeans Cameron Jeans, boots Gianvito Rossi, orecchini personali
Miles Caton era in tour con H.E.R. e i Coldplay prima dell’uscita del film I peccatori, che lo ha portato alla ribalta nei panni di Sammie, l’anima e il cuore blues del blockbuster sui vampiri vincitore di un Oscar. Non sorprende che un ruolo così importante lo porti a pensare a come dedicare più tempo al grande schermo, ma non è questo il suo obiettivo principale. «La musica è sempre stata la mia passione», conferma con un sorriso. «Canto da quando avevo tre anni». Proprio come nel caso del successo cinematografico di Ryan Coogler, Caton e la profonda voce baritonale da blues che lo caratterizza, riservano un paio di sorprese nel suo nuovo progetto. «Ho creato un’atmosfera tutta mia che offrirà al pubblico un’esperienza diversa, ma il sound è davvero fantastico», dice. «Mi sento come se fossi in un’altra dimensione, mi sento davvero ispirato dai Coldplay e da James Blake».
Snow Strippers

Per Graham Perez: felpa vintage Champion via The Society Archive, jeans vintage Levi’s, scarpe Christian Louboutin, cintura Kieselstein-Cord, occhiali da sole Jacques Marie Mage, gioielli personali. Per Tatiana Schwaninger: pelliccia sintetica Auter, gonna vintage Abercrombie & Fitch via The Society Archive, cintura Kieselstein-Cord, boots Christian Louboutin, orecchini personali
È passato un po’ di tempo da quando gli Snow Strippers hanno pubblicato un progetto completo. Il duo electro-pop, che si è conosciuto su Tinder (ma non sta insieme), è pronto a concludere questo periodo di pausa, come ha dichiarato Graham Perez. Nel 2026, «torneremo a quel sound “OG” basato sul fatto di creare esattamente ciò che vogliamo ascoltare». Come si fa a cogliere l’essenza “OG”? «Erba», risponde Graham, spezzando una piantina a metà conversazione. Oltre all’erba, si tratta di fare il pieno di ispirazione: «Mi piacciono Carti, Opium, Destroy Lonely e tutta quella roba lì, e Ken Carson. Il rap della Florida, quello di Detroit. Mi piace Fox BD. DJ Frisco. Adoro Veeze». Per quanto riguarda Tatiana Schwaninger, lei punta più sull’aspetto visivo. «Ultimamente guardo un sacco di anime», racconta. «Il mio anime preferito, Madoka Magica, ha una colonna sonora davvero fantastica. C’è una band, le Kalafina, che suona metal. È una specie di J-pop metal. È davvero una figata».
CREDITI DI PRODUZIONE:
Foto di Danielle Levitt
Styling George Cortina
Hair Ward Stegerhoek @ Bryant Artists
Makeup Francelle Daly per Love + Craft + Beauty.
Nails Rachel Messick per Celestine Agency.
Per Kehlani: makeup di Troye Antonio; hair di Quran Smith.
Per Mavi: hair di the Loc Pharmacy.
Tailoring Egle Paulauskaite e Susanna Badalyan.
Produzione Exposure NY e Kari Dexter per 3 Star Productions